Fabian Cancellara mette subito il suo sigillo sul Tour, concedendo il bis dell’anno scorso e conquistando il sesto successo di una stagione fantastica, con le vittorie consecutive nelle tre classiche Gp Harelbeke, Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix. Un’annata super, anche se macchiata dal sospetto che abbia utilizzato una “bici a motore”. Un’idea che sembra un’assurdità, ma che pare molto meno assurda dopo aver visto il video su 'You Tube' che spiega l’intera situazione mostrando i cambi di bici e gli smanettamenti sul manubrio dell’elvetico. Alle spalle del “diretto di Berna” si sono piazzati due specialisti come Tony Martin e David Millar, mentre il primo dei grandi della classifica è stato un incredibile Lance Armstrong, piazzatosi quarto a 22” dal vincitore.
Partendo dal texano, analizziamo la situazione dei presunti big dopo gli 8,9 km a cronometro di Rotterdam, scoprendo che qualcuno ha già accumulato un consistente ritardo. Armstrong (RadioShack) ha 5” su Alberto Contador (Astana), 6” sul compagno di squadra Levi Leipheimer, 13” sull’altro compagno Brajkovic, Gerdemann (Milram) e Rogers (Htc-Columbia) e 14” sul terzo scudiero Kloden. Vinokourov (Astana) è arrivato a 16” come Roman Kreuziger (Liquigas), Luis León Sánchez Gil (Caisse d’Epargne) a 17”. Cadel Evans (BMC) è a 18” come Karpets (Katusha) e Zabriskie (Garmin), Monfort (Htc-Columbia) a 19”, il giovane estone Taaramae (Cofidis) a 23”, lo svedese Lofkqvist (Sky) a 26”, il belga Van Den Broeck (Omega Pharma-Lotto) a 27”, il danese Fuglsang (Saxo Bank) a 28”.
L’idolo locale Gesink (Rabobank) accusa già 29”, ancora più pesante il distacco di Sastre (Cervélo) a 32”, Basso (Liquigas) a 33”, Wiggins (Sky) disturbato dalla pioggia a 34”, come Menchov (Rabobank) e Samuel Sánchez (Euskaltel). Frank Schleck (Saxo Bank) è giunto a 35”, Van de Velde (Garmin) a 38”, Le Mevel (Française des Jeux) a 42”. In difficoltà netta Joaquim Rodríguez (Katusha) a 46”, mentre Andy Schleck (Saxo Bank) perde addirittura 47”. Peggio di lui Cunego (Lampre) a 51”, Seeldrayers (Quick Step), ex maglia bianca al Giro, che ha perso 54” e il rientrante Nocentini arrivato a 1’05”.
Distacchi già pesanti che devono far pensare, anche se è vero che molti non hanno rischiato perché la strada era viscida e bagnata. La domanda è: se si accusa un distacco di 30” o 50” in 9 km, quanto si può perdere nella megacrono finale di 52 km?
Vedremo, in mezzo ci sono tre settimane in cui tutto può succedere. A cominciare da oggi nella lunghissima – 223 km – e insidiosa Rotterdam-Bruxelles. Gli scalatori dovranno stare molto accorti perché rischiano di perdere ulteriore terreno.
Per qualcuno il Tour è iniziato ad handicap, deve stare attento che non finisca già in questi primi difficili giorni, fino all’arrivo sul pavè di Arenberg.