Il segreto di Pulcinella è stato svelato: Paolo Bettini sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale azzurra. Una scelta scontata, una scelta già nota a tutti da diversi mesi. Ma resa ufficiale tramite comunicato stampa della Federazione stranamente nella giornata di ieri. Stranamente perché le modalità e le tempistiche sono parse quantomeno particolari e la reazione del presidente Renato Di Rocco alla comunicazione della notizia lascia intuire che qualcosa non abbia funzionato nell’ufficio stampa federale.
Nessuno pensava che a sedere sull’ammiraglia della Nazionale a partire dai Mondiali 2010 a Melbourne potesse essere qualcuno al di fuori di Bettini. Ed anche presso i palazzi federali la scelta, in maniera ufficiosamente, non era certo stata tenuta nascosta. Per renderla di pubblico dominio, però, si è voluto aspettare. Per permettere al ‘Grillo’ di risolvere alcuni suoi contratti con gli sponsor e, soprattutto, di chiarire la propria posizione presso la Guardia di Finanza, che nel dicembre scorso l’aveva accusato di evasione fiscale. Ma sorprende anche il modo in cui è stato dato l’annuncio: a margine di un comunicato stampa in cui si presenta il Meeting Nazionale di Giovanissimi in programma per il 23 giugno. In quell’occasione avverrà l’investitura ufficiale. Sarebbe probabilmente dovuta essere una festa a sorpresa, così non sarà. “Eh, che devo dire… - il commento imbarazzato di Di Rocco –. Il presidente sono io, quindi la colpa di questa comunicazione è mia. Ma sono cose che capitano anche nelle migliori famiglie”.
L’avventura da c.t. di Bettini scatterà dunque in autunno con il Mondiale 2010 in Australia, appuntamento particolarmente delicato in quanto il percorso sarà piuttosto agevole rispetto agli ultimi anni ed in Italia attualmente la brillantezza degli sprinter non la fa da padrona. Nell’ambiente nei mesi scorsi erano circolati anche i nomi di Cassani, Fondriest e Damiani, tutte però alternative in caso di rifiuto da parte del livornese. L’ammiraglia azzurra, d’altronde, spetta a lui quasi per diritto. Per quel che ha saputo regalare alla Nazionale in sella con l’oro olimpico ed i due titoli iridati, per quel suo rapporto fraterno con il compianto Ballerini. E’ Paolo l’unico in grado di proseguire nel segno della continuità quanto magistralmente avviato da Franco, prima che un maledetto rally ce lo portasse via.