Petacchi che brinda ai primi successi, il fresco esordio di Cunego ed un Gavazzi già scalpitante, oltre alle conferme di Pietropolli e le buone prove dei giovani Ponzi e Balloni. Entusiasmo contagioso e voglia di far bene accompagnano la Lampre-Farnese Vini nell'immersione nella nuova, avvincente, stagione ciclistica. L'annata in cui far risultato nelle corse che contano, ma anche l'annata dove crescere e farsi notare, sviluppando le proprie potenzialità. Il mix fra l'esperienza dei capitani e l'entusiasmo dei giovani di belle speranze è ormai pronto, non resta che farlo esplodere. Ci spiega come, in un'intervista esclusiva concessa al nostro portale, il direttore sportivo del team blu-fucsia, Fabrizio Bontempi.
Fabrizio Bontempi, primissime gare e primissimi bilanci. Come è iniziato questo 2010 in casa Lampre?
"Ci siamo subito immersi in questa nuova annata e, tanto per cominciare, sono arrivati tre successi firmati Alessandro Petacchi. L'avvicinamento al vero inizio di stagione sarà però graduale, passando dai primi appuntamenti che contano come la Tirreno-Adriatico e la Parigi-Nizza".
Guardando, invece, alla stagione nel suo complesso, come avete intenzione di muovervi?
"La Lampre, come ogni anno, ha pensato di partire in modo tranquillo, senza andarsi a cercare sin da subito gare in ogni parte del mondo. Dopodichè cercheremo di essere al massimo quando la stagione entrerà veramente nella sua parte cruciale, con il Giro d'Italia, il Tour de France, ma anche tutte le altre importanti corse Pro Tour. Contiamo su una partenza soft, per poi avere maggiori forze a disposizione da aprile ad agosto inoltrato".
Oltre a Cunego sulle montagne, puntate sulla velocità di Petacchi. Lo spezzino, stando alle prime apparizioni, sembra non aver perso il "vizietto"...
"Puntavamo proprio su Alessandro per le vittorie d'inizio anno, perchè lui stesso ci teneva a partire bene ed a farsi conoscere dai nuovi compagni. Dopo qualche anno è tornato a correre in una squadra Pro Tour, dimostrando grande professionalità ed evidenziando di poter essere un esempio da imitare per tutti i giovani che la nostra squadra annovera. Speriamo che la sua voglia di vincere influenzi tutti. Aldilà di questo, Petacchi ha vinto circa 170 gare in carriera e, dopo aver perso Ballan e altri corridori importanti, può portarci un cospicuo numero di vittorie. Ancora meglio se saranno più di qualità, ma numericamente meno".
Cunego e Petacchi, certo, ma puntate anche su diversi giovani di belle speranze. Qual è il progetto per farli crescere?
"Un pò come le squadre di una volta, la Lampre punta a sviluppare le potenzialità dei suoi talenti dietro leader importanti. Ci sono ragazzi più maturi e già pronti ad esplodere come Gavazzi, mentre ci sono grosse aspettative per il futuro a proposito dei vari Malori, Balloni e Ulissi. Ma attenzione anche a Magazzini ed a Ponzi, voglioso di riscattarsi dopo i tanti problemi fisici che lo hanno condizionato l'anno passato. L'esempio più immediato da seguire potrebbe essere proprio Gavazzi, ma il vero jolly è stato Alessandro Ballan: preso da sconosciuto, allevato e fatto crescere prima di diventare addirittura campione del mondo. Non sarà facile ripetersi, ma noi ci proveremo".
Desta preoccupazione la provvisorietà della licenza Pro Tour in attesa di soddisfare entro il 31 marzo tutte le richieste dell'Uci?
"Il nostro general manager Saronni sta lavorando alacremente per mettere a posto il tutto, si sta cercando di farlo quanto prima, ma più che problemi di budget sono situazioni burocratiche-amministrative da sbrigare. Nessun patema di troppo, essendo già pronto il cambio di società per passare da un paese irlandese ad uno svizzero. La squadra è tranquilla, continuiamo a lavorare con l'appoggio di tutti gli sponsor come sempre fatto da vent'anni a questa parte".
Poco più di un paio di settimane fa, la scomparsa di Franco Ballerini. Come vuole ricordarlo?
"Franco mancherà a tutti quanti, con lui siamo stati colleghi in sella alla bicicletta e posso confermare che come corridore, così come c.t., è stato d'una caratura eccezionale. Aveva instaurato un rapporto importante con tutti i tecnici delle varie squadre, lavorando un pò alla vecchia maniera e curando in modo certosino l'avvicinamento al Mondiale di tutti i suoi uomini. Ha fatto sempre presente all'esterno l'importanza del nostro lavoro e questo poteva fare solamente piacere ad un team come il nostro, che da sempre ha fornito uomini importanti alle rassegne iridate".
Un modello da imitare, ma proprio ora c'è una decisione delicata da prendere...
"E' crudele, ma occorre pensare al futuro e, dopo Martini e Ballerini, si prospetta un compito non facile per la nostra Federazione. Così come non sarà facile il lavoro che dovrà intraprendere il nuovo cittì, chiamato a non far pesare una eredità in realtà pesantissima che è sotto gli occhi di tutti. Dal mio punto di vista, mi auguro che sia un commissario tecnico capace di ascoltare e di confrontarsi con i tecnici delle squadre e non solo che prenda decisioni autonome. Su questo piano, Ballerini aveva messo in piedi un rapporto di collaborazione eccellente, da cui poi ha saputo ricavare successi indimenticabili".