Solo conferme dalle ultime pedalate in terra argentina: l’Italia c’è e brilla ancora. E’ vero che siamo solo ad inizio anno e che questo è solo il Tour de San Luis, ma se il buongiorno si vede dal mattino…
Italia al
comando, dunque: perché Vincenzo Nibali vince la classifica generale della sua prima corsa stagionale, ma anche perché sono le formazioni tricolore a mettersi in mostra sui traguardi di tappa. Sesta frazione, per esempio, arrivo in quota a Merlo dopo la scalata del Mirador del Sol. Il siciliano della Liquigas è il leader della generale, ma non è lui il protagonista. Perché lungo questa breve ascesa l’Androni-Giocattoli di Gianni Savio fa fuoco e fiamme e prova ripetutamente a staccare il leader della corsa, che però è lesto a rintuzzare ogni genere di attacco. Nel finale rimangono in tre davanti: due sono dell’Androni, Luis Matè e Josè Serpa, il terzo è il solito Nibali. Il 30enne colombiano pare il più in palla, con molta generosità lascia il successo al compagno di squadra spagnolo, al terzo successo tra i professionisti ed ovviamente al primo nel 2010. I tre anticipano di 3” un altro portacolori dell’Androni, il venezuelano Jackson Rodriguez, e di 6” lo spagnolo Valls, vincitore della seconda tappa e piacevole sorpresa della competizione.
L’ultima frazione della breve corsa a tappe è invece un circuito pianeggiante intorno a San Luis di 167 km, la classica passerella. In volata, però, l’Italia regna senza rivali e vince per distacco il confronto con gli altri Paesi. Sul traguardo di San Luis la vittoria va infatti ad Alberto Loddo, anche lui in forza all’Androni-Giocattoli, che precede un Danilo Napolitano un po’ opaco. Ma il siciliano avrà sicuramente tempo e modo per dimostrare le sue vere potenzialità in questo 2010. Al terzo posto lo spagnolo Francisco Pacheco (Xacobeo-Galicia), davanti a Luciano Pagliarini (Scott-Marcondes). Arrivo in tranquillità per Nibali, che dunque può festeggiare la prima vittoria del nuovo anno. Sul podio della generale con lui anche Serpa e Valls, poi Ignacio Pereyra e Santiago Botero a completare la Top5.
“Sono molto felice per questa vittoria, perché era il mio obiettivo in questa trasferta - ha spiegato a caldo il siciliano della Liquigas-Doimo -: questa corsa è molto cresciuta rispetto al passato ed è stata dura, in particolare a causa del caldo. Alla base del mio successo, naturalmente, c’è stata la crono di mercoledì, poi la squadra è stata bravissima nel supportarmi. Questo successo mi dà la carica per continuare il lavoro e puntare al grande obiettivo della stagione, vale a dire ad un posto tra i primi cinque al Tour de France”. Menzione speciale anche alla migliore squadra della kermesse: l’Androni-Giocattoli ovviamente. “Complimenti a tutti i ragazzi, che hanno interpretato ogni frazione con grande determinazione - le parole di Gianni Savio nella conferenza stampa conclusiva -. Quattro successi di tappa, la classifica a squadre ed il secondo posto nella generale con Josè Serpa rappresentano un bilancio davvero eccezionale. Alla fine della scorsa stagione avevo detto di aver allestito con Marco Bellini una formazione nuovamente competitiva: i risultati della prima corsa al cospetto di corridori di caratura internazionale ci hanno dato ragione".
Ed è arrivata al capolinea anche la Vuelta al Tachira, con un finale da brividi. Nell’undicesima tappa, infatti, una caduta di Josè Rujano ha fatto tremare i suoi tifosi, ma il piccolo scalatore venezuelano è riuscito a limitare i danni ed a perdere solo 25” da Alarcon, il suo rivale in classifica generale. La frazione è stata vinta da Jimmy Briceno (Loteria del Tachira) con 1’46” su Jonathan Camargo (Kino Tachira) e 2’04” su Noel Vazquez (Loteria del Tachira). Nella dodicesima tappa, invece, Rujano ha dovuto fronteggiare tanti attacchi causa la classifica corta, ma in qualche modo è riuscito a portare a casa la manifestazione, seppure con soli 3” di margine sul combattivo Alarcon, giovane talento da tenere in considerazione per il futuro. Il venezuelano portacolori della Sumiglov Gobernacion ha infatti vinto il circuito finale a San Cristobal in volata su Ubeto e Contrereras, ma non è riuscito a strappare la corsa dalle mani di Rujano, laureatosi così tri-campeòn.