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Esclusiva RealBike.it: Dario David Cioni, il ciclista-coltivatore

di Alessandro Monti

Dario David Cioni, 35 anni compiuti il 2 dicembre scorso, si appresta ad affrontare il 18° anno da professionista di una carriera iniziata a 18 anni come biker e proseguita dal 2000 come stradista. Dopo aver lasciato nell'inverno il team Isd-Neri, l'esperto italo-inglese nel 2010 si tuffa in una nuova avventura con il neonato Team Sky, sodalizio britannico con licenza Pro Tour. Cioni è uomo di grande esperienza e grande solidità nelle prove contro il tempo: nel 2004 ha primeggiato nel campionato italiano a cronometro, ma annovera nel suo palmares anche un 4° posto nel Giro d’Italia del 2004, quando correva nella Fassa Bortolo di Petacchi.

Lo abbiamo raggiunto nella sua piccola azienda agricola “Il poggio degli ulivi”, nel Chianti, per sapere quali sono i suoi programmi per la prossima stagione e abbiamo scoperto che oltre ad essere un ottimo corridore è anche sopraffino produttore di olio e, tra pochi mesi, anche di vino. Circondati da un paesaggio tipicamente invernale, tra gli ulivi appena spogliati delle proprie ”perle”, ascoltiamo l'affascinante storia del ciclista-coltivatore Dario David Cioni.

Dario David Cioni, com’è nata questa tua passione?
"La storia è abbastanza breve ed è iniziata cinque anni fa. Cercavo un piccolo oliveto per aumentare la produzione dei miei trenta alberi da giardino e mi sono ritrovato con molti più olivi e terra del previsto. E’ capitata un'occasione e ho deciso di fare un investimento per il futuro: due ettari di terreno con una capanna, per un totale di 200 olivi ed una vigna. Quest’anno ho acquistato un ettaro aggiuntivo: ora sono a quota 300 olivi e due ettari di vigneto Chianti. Sulla proprietà c'è una capanna in fase di ristrutturazione che spero di finire quest'anno e che vorrei affittare: ha una bellissima vista panoramica sulle colline della zona".

Chi ti ha tramandato questa vocazione?
"Tutto nasce dalle lezioni di mio zio Gino, che ha insegnato a me e a mia moglie Annarita come coltivare e potare gli olivi del giardino".

Chi ti aiuta nella gestione dell'azienda, specialmente quando non sei presente per i tuoi impegni ciclistici?
"Proviamo a mantenere tutto in famiglia: molto importante è l'aiuto che ricevo da mia moglie e dai miei genitori. Quando non ci sono pensano loro a fare quasi tutto. Per esempio a maggio hanno piantato le nuove barbatelle mentre io ero impegnato al Giro d'Italia".

Quali sono le tue mansioni? Preferite ed odiate...
"Tra le preferite senza dubbio guidare il trattore, tra le odiate dover cambiare gli attrezzi perchè c'è sempre qualche perno o boccola che non ne vuole saperne di sganciarsi. Sono attrezzi molto pesanti, che non si possono spostare a mano. Un altro momento che mi piace molto è portare le olive al frantoio e aspettare che esca fuori l'olio nuovo: c'è sempre molta curiosità sulla resa dell'olio, perchè cambia sempre".

Che cosa produci esattamente in azienda?
"Per adesso siamo specializzati nell'olio extravergine di oliva, poiché non abbiamo ancora la cantina e le vigne sono ancora troppo piccole. Comunque l'olio è di alto livello e ci da molte soddisfazioni. Ci siamo specializzati nella produzione di bottiglie con logo aziendale: per hotel, ristoranti, negozi ma anche ditte per regalo".

Progetti per il futuro dell'azienda?
"Nel 2011 inizieremo la costruzione della cantina e stiamo valutando una possibile espansione, ma di altri due ettari al massimo".

Rapporto ciclista-coltivatore: come fai a conciliare le due cose?
"Molto difficile, mi aiutano appunto i miei genitori e l'agronomo. Cerco di limitare la mia attività agricola durante la stagione agonistica, ma poi a novembre per la raccolta delle olive sono lì a tempo pieno. E’ la mia palestra invernale".

Prova a farci un breve resoconto di una giornata tipo quando dedichi tempo sia alla bici sia all'azienda.
"Sicuramente se vado in campagna è perchè ho svolto un lavoro leggero in bici. Magari la mattina mi alleno, poi nel pomeriggio vado ad effettuare i trattamenti fitosanitari o qualche lavorazione dove sono seduto sul trattore. Oppure, ancora, a casa faccio lavoro di ufficio per l'azienda".

C'è molta soddisfazione alla fine di una dura giornata tra allenamenti e coltivazioni.
"Dopo una giornata a raccogliere olive vedi quante cassette hai riempito e provi certamente soddisfazione, ancora meglio quando vai al frantoio e torni a casa con l'oro verde".

Hai mai portato colleghi nella tua tenuta? Alcuni di loro sono anche tuoi clienti?
"Sì, alcuni hanno visto l'azienda... perchè definirla tenuta è un'esagerazione! Molti di loro sono anche clienti: pensate che fornisco con il mio olio il campione del mondo..."

Aneddoti che rinforzino il connubio tra bici e azienda?
"Capita molto spesso che mi chiamino per sentire se faccio una gara: ma non per vedermi correre, quanto più per sentire se gli posso portare dell'olio..."

La stagione 2010 è ormai alle porte: chiusa la parentesi con la Isd, comincia la nuova avventura con il Team Sky. Nel primo ritiro di Manchester hai potuto conoscere i nuovi compagni, come giudichi l'ambientamento nella nuova squadra?
"Sono rimasto positivamente colpito dal primo ritiro. L'ambiente è molto ben organizzato e da subito hanno posto molta attenzione nel creare gruppo all'interno della squadra, ma anche alla cura dei minimi particolari. La filosofia è basata su concetti innovativi".

Insieme a Possoni e Viganò guidi la pattuglia italiana nel team inglese, terra con cui hai un legame di sangue...
"Sì, infatti: sono nato in Inghilterra, paese di origine di mio padre. Per la squadra sono un corridore italiano, ma in realtà essere metà inglese mi aiutata molto per capire la lingua ed anche la loro mentalità".

Sembri quindi il corridore ideale per questa squadra...
"Sulla carta sì, speriamo di essere all'altezza delle aspettative. Comunque mi piace molto lavorare con corridori più giovani... mi fa sentire meno vecchio!"

Quale sarà il tuo ruolo in squadra? Sarai capitano al Giro 2010?
"Come ho fatto negli ultimi anni, parteciperò principalmente a gare a tappe in supporto dei vari leader di giornata. Anche se avrò una certa libertà se la condizione è buona. La squadra ha spinto affinchè tutti avessero degli obiettivi personali da raggiungere. Partecipando a queste gare cercherò di essere di supporto ai corridori più giovani, magari evitandogli qualche errore di gioventù. Al Giro la squadra va senza un leader designato, dato la giovane età dei più. Io vorrei fare bene in qualche tappa, per la classifica vedremo: in questo momento non ci penso".

Che obiettivi ti poni per la prossima stagione?
"Sicuramente fare un buon Giro d'Italia, correndo qualche tappa da protagonista".

E invece cosa, della passata stagione, ti augureresti accadesse anche quest'anno? E cosa invece scongiuri che non si ripeta?
"Auspico un Giro da protagonisti proprio come abbiamo fatto con la Isd nel 2009, anche se eravamo all'esordio. Magari migliorando il piazzamento nella cronosquadre e raccogliendo la vittoria che ci è mancata quest'anno. Personalmente, poi, vorrei bissare una vittoria come quella nella cronosquadre dellla Coppi e Bartali ed evitare di ammalarmi nuovamente in primavera, perchè uno stop in quel periodo fa perdere molto del lavoro svolto nella preparazione invernale e ti lascia debole alla vigilia delle corse più importanti".

In bocca al lupo a Dario, allora, per la stagione ormai alle porte: gli auguriamo che sia un 2010 ricco di soddisfazioni dal ciclismo e dalla sua terra.


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