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Paolini a RealBike.it: "A 33 anni esordirò al Giro d'Italia"

di Giorgio Coluccia


Audio - 6.0 Mb - 6:30

Spirito di sacrificio, lealtà, abnegazione. Traguardo dopo traguardo, mete da raggiungere con il lavoro sodo nel rispetto dei sani principi dello sport. Luca Paolini, milanese classe '77, è sinonimo di correttezza, ma anche bravura, come dimostrano i jolly che spesso riesce a giocarsi al meglio nelle corse d'un giorno, sua vera specialità. Uno che le ossa se l'è fatte come gregario alla corte di Paolo Bettini, mettendosi a completa disposizione del "Grillo" negli anni d'oro della Quick Step, prima di imboccare la propria strada nella Liquigas e, dall'anno scorso, nella Acqua&Sapone di Masciarelli. Nel suo palmares spiccano il bronzo ai Mondiali di Verona del 2004 ed il successo alla Freccia del Brabante, ma anche una tappa alla Vuelta e numerose altre affermazioni in Italia che hanno fatto di lui un ciclista di sicuro affidamento ed alta professionalità. In procinto di rimettersi al lavoro in vista della stagione 2010, lo abbiamo contattato in esclusiva per RealBike.it.

Luca Paolini, partiamo con una domanda doverosa: hai già ripreso a sudare in sella alla tua bicicletta?
"Sì, il mio 2010 è iniziato: ho ripreso proprio questa settimana, da lunedì scorso, con le prime pedalate. Anche se devo dire che non ho mai smesso totalmente, durante questo mese e mezzo di pausa sono uscito a giorni alterni, mi son gestito bene senza mai accantonare la bici per troppo tempo".

Hai già in mente il programma da seguire per la stagione che verrà?
"Come gli anni scorsi, punterò innanzitutto sulla Tirreno-Adriatico e sulla Sanremo, poi ho deciso di andare anche in Belgio per le grandi classiche, come Fiandre e Roubaix. Obiettivamente sarà una prima parte di stagione lunga ed impegnativa, dunque voglio affrontare l'inverno con la giusta tempra, svolgendo un lavoro di fondo molto importante".

Anche con la squadra avete già fatto i primi "summit"?
"Ci ritroveremo a partire da martedì prossimo, a Cecina, per una riunione di tre giorni incentrata sui rispettivi programmi stagionali e per le prime visite mediche. Personalmente voglio raggiungere, almeno inizialmente, una condizione adatta per gestire le prime corse, in vista dei veri appuntamenti che si susseguiranno dalla Tirreno in poi. Qualche zampata vorrei proprio piazzarla...".

In carriera non hai mai preso parte al Giro d'Italia. Il 2010 potrebbe essere l'anno buono?
"Sì, è nei miei programmi disputare per la prima volta la corsa rosa. Come detto punterò sul primo scorcio di stagione, quindi guarderò con particolare interesse alle prime tre tappe del Giro: mi intrigano visto che si correranno in Olanda, su un terreno adatto alle mie caratteristiche. Per il resto, la seconda settimana la vedo maggiormente adatta alle fughe, mentre la terza sarà quella veramente dura e decisiva per la classifica generale".

Che voto daresti, invece, alla tua annata da poco conclusa?
"Un sette mi starebbe bene. E' stata tutto sommato buona, ho vinto la 6° tappa della Settimana Lombarda e la coppa Bernocchi, ma per il resto sono stato sempre presente ad ogni impegno a cui ho preso parte. Mi ha soddisfatto specialmente il finale di stagione: ad agosto ho vinto appunto una corsa del "Trittico Lombardo" e poi ho fatto bene sino al Mondiale, chiudendo con il quarto posto al Lombardia".

A Mendrisio sei stato il più brillante della delegazione azzurra. Ma cosa non ha funzionato nel finale?
"Ci è mancata un pò di fortuna ed il guizzo d'uno di noi all'ultimo giro. Inoltre, abbiamo dovuto gestire tutta la gara in modo inaspettato, perchè nessun'altra nazionale ha preso l'iniziativa, facendo gravare ogni peso sulla nostra squadra. Garzelli? Non ha fatto un lavoro appariscente, ma certamente importante, stando vicino a Damiano per duecento chilometri. Il finale, come sappiamo, non ci ha sorriso, ma la gestione complessiva della corsa è stata buona, abbiamo scremato il gruppo in modo non indifferente".

Per concludere, com'è il tuo rapporto con la Acqua&Sapone?
"Al futuro attualmente non ci penso, anche perchè ho un accordo biennale e con questa squadra sto veramente bene. C'è stima reciproca, un ottimo rapporto e non a caso ho rifiutato altre offerte pur di rimanere qui".


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