CAMPIONATO MONDIALE - PROVA IN LINEA UOMINI ELITE
Partenza / Arrivo: Mendrisio
Lunghezza: 262,2 km (13,8 km a giro x 19 tornate)
Dislivello: 4.655 metri (245 metri a giro x 19 tornate)
Partenza ed arrivo del percorso iridato 2009 saranno ospitati nella zona degli impianti sportivi di Mendrisio. Dopo i primi 1930 metri del circuito, i corridori affrontano la prima asperità con una salita di 1600 metri che nei primi 820 attraversa il centro di Mendrisio fino ai piedi della salita dell'Acqua Fresca, uno strappo di 780 metri con una pendenza media superiore al 10%. Qui si raggiunge il punto più alto del circuito, posto ai 438 metri sul livello del mare di Castel San Pietro. Di qui, inizia l'unica discesa: 4580 metri mozzafiato e tecnicamente difficili che portano alla quota più bassa del tracciato, i 250 metri di Balerna. Dopo solo 1420 metri relativamente pianeggianti, ecco la seconda asperità del circuito: la mitica salita della Torrazza di Novazzano, teatro della sfida Mondiale del 1971 tra Felice Gimondi ed Eddy Merckx: 1750 metri di lunghezza con tratti di pendenza attorno al 10%. Da questo trampolino di lancio i corridori si involano verso il traguardo, affrontando prima una facile discesa di 800 metri e poi il tratto finale pianeggiante di 1810 metri che da Genestrerio conduce all'arrivo di Mendrisio.
Da molti paragonato, come durezza di percorso, agli ormai mitici campionati di Sallanches e Duitama, questo Mondiale ticinese, corso intorno a Mendrisio, dovrebbe garantire quella spettacolarità e selezione in corsa che è mancata spesso nelle rassegne iridate recenti. Il tracciato è fra i migliori possibili, occorrerà capire se l’ormai dilagante tatticismo del ciclismo ed il livellamento dei valori in campo potranno garantire lo spettacolo che i tanti appassionati che gremiranno le strade ed ammireranno le gesta dei loro campioni preferiti in tv sicuramente meritano.
La sfida annunciata è tra Italia e Spagna. Gli azzurri avranno Cunego come capitano, Basso e Pozzato primi rincalzi, Garzelli regista in corsa con Visconti attaccante della prima ora, senza dimenticare Ballan, campione uscente e soprattutto atleta dotato di classe cristallina, ma pure di una tenacia che lo renderà sicuro protagonista. Compito durissimo per il nostro cittì Ballerini, che dall’ammiraglia cercherà di condurre al meglio la nostra Nazionale, per tentare l’impresa titanica e mai riuscita nella storia del ciclismo di vincere quattro mondiali consecutivi. Gli iberici risponderanno con una coppia di ferro: Alejandro Valverde, fresco dominatore della Vuelta e favoritissimo in caso di sprint ristretto, che sarà molto motivato anche per prendersi un ulteriore rivincita dopo la “non partecipazione" al Tour de France, ed il campione olimpico Samuel Sanchez, esperto e pronto per approfittare di ogni situazione favorevole.
Queste le squadre più forti che avranno l’onore e l’onere di controllare la corsa, ma sicuramente molti battitori liberi la movimenteranno aprendo lo scenario a tante possibili soluzioni. Vediamo allora di analizzare gli altri principale candidati alla maglia iridata, come il corridore di casa, dominatore della cronometro ed in forma smagliante, Fabian Cancellara, cliente difficilissimo per chiunque dovesse trovarlo accanto in una azione decisiva. Gli altri protagonisti annunciati potrebbero essere il belga Philippe Gilbert, il talentuoso norvegese Boasson Hagen, i lussemburghesi Andy Schleck e Kim Kirchen, gli insidiosi australiani Cadel Evans e Simon Gerrans, magari anche il danese Matti Breschel. Un occhio di riguardo a Vinoukourov, che non ha nulla da perdere nella prova iridata, ed a qualche ciclista dell’Est, da cui provengono sempre coraggiosi attaccanti. Se consideriamo che i 4655 metri di dislivello sono paragonabili ad un tappone alpino, in salita potrebbe essere un “crack” Josè Rujano, ultimamente fuori dal circuito europeo ma dato in gran forma nelle corse americane. Per la statistica e la cabala, visto che gli ultimi Mondiali ticinesi hanno segnato la vittoria di Merckx e Musseuw, e considerando i continui strappi del circuito assimilabili ai muri delle Fiandre, segnaliamo un campione discusso, ma di carattere e forza grandissima, quel Tom Boonen già capace di vestire la maglia iridata nel 2005 a Madrid.