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"Azzuro Iride" - Il tris consecutivo firmato da Bettini e Ballan

di Paolo Cugnata

Ormai ci siamo, mancano poche ore alla prova iridata di Mendrisio 2009. Ballerini starà studiando le ultime tattiche da mettere in pratica per provare a conquistare il quarto titolo mondiale consecutivo, vediamo allora come gli azzurri hanno ottenuto le ultime tre edizioni consecutive della prova iridata.

Anno 2006, il Mondiale si corre sulle strade austriache di Salisburgo. Paolo Bettini è il capitano designato della Nazionale, negli anni precedenti il "Grillo" era andato diverse volte vicino alla conquista dell'iride, ma gli era sempre mancato qualcosa per ottenere il successo pieno. Bettini è in gran forma, durante la corsa è scatenato: scatta più volte, anche i suoi compagni di squadra attaccano a più riprese per rendere la corsa dura, cercare di sgretolare il gruppo ed evitare un arrivo a ranghi compatti. Gli sforzi di Bettini e degli altri italiani però non riescono a evitare un arrivo in volata del gruppo compatto: sulla carta questa situazione vede favoriti sprinter veloci presenti in gruppo, uno su tutti il belga Tom Boonen. Quindi la situazione per Bettini in vista dell’arrivo non è delle migliori: l'azzurro ha un grande spunto veloce, ma in gruppo è presente qualcuno più potente e rapido di lui. Il gruppo passa sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, lo spagnolo Samuel Sanchez a questo punto si porta in testa e "mena" deciso. Alla sua ruota c’è il compagno di squadra Alejandro Valverde, quello della Spagna è un attacco combinato. Gli iberici prendono qualche metro di vantaggio sul gruppo, però i due spagnoli non sono soli, altri due corridori gli si sono accodati: si tratta di Bettini e del tedesco Erik Zabel. Prima dell’ultima curva del percorso c’è un tunnel, il gruppo entra compatto nel tunnel e quando ne esce è spaccato: i quattro corridori si sono avvantaggiati. L’azione del quartetto è notevole, poiché riescono a prendere e mantenere alcuni metri di vantaggio sul plotone. Il maggior merito dell’azione va dato allo spagnolo Sanchez, i quattro imboccano il rettilineo finale con lo stesso spagnolo ancora in testa, scatta per lanciare Valverde che è alla sua ruota, in terza posizione c’è Zabel e in quarta Bettini. Sanchez si sposta, Valverde si lancia nello sprint, viene però poco dopo superato da Zabel e Bettini. Ormai il Mondiale se l’ho giocano loro due negli ultimi metri di gara, infatti Valverde non riesce a mantenere la loro velocità. Bettini riesce a trovare tanta forza dentro di sè, riuscendo così a battere Zabel di un soffio. C’è l’ha fatta: Bettini è campione del mondo. Purtroppo la vita pochi giorni dopo riserverà al livornese un grandissimo dolore, la morte del fratello Sauro avvenuta a seguito di un incidente stradale. Bettini, pochi giorni dopo la scomparsa del fratello, vince in maglia iridata il Giro di Lombardia ed al traguardo non trattiene le lacrime.

L’anno successivo il Mondiale si corre sulle strade tedesche di Stoccarda e Bettini punta al bis. La gara è movimentata, con tanti scatti che si susseguono: alla fine, però, la corsa se la contendono allo sprint solo cinque atleti, i quali compongono il gruppo di testa: Bettini, il tedesco Stefan Schumacher, l’australiano Cadel Evans, il lussemburghese Frank Schleck ed il russo Alexandr Kolobnev. Lo sprint finale è lanciato da Kolobnev, che prende presto la testa, Bettini gli prende la ruota, lo passa e vince il suo secondo Mondiale: il bis è subito servito. Bettini sul traguardo alza le braccia al cielo e mima il gesto di una balestra, sparando alcuni colpi a spazzar via polemiche dei giorni precedenti che lo avevano coinvolto in prima persona.

Si arriva così al 2008, tocca all’Italia ospitare il Mondiale nella città è Varese, città che già aveva ospitato la prova iridata nel 1951. In quell’occasione la vittoria andò allo svizzero Ferdi Kübler, secondo giunse l’italiano Fiorenzo Magni. L’Italia non trionfa in un Mondiale di casa da quarant’anni, dal trionfo di Vittorio Adorni nel 1968 ad Imola. Il mondiale di Varese è preceduto da un annuncio shock da parte di Bettini: il campione del mondo in carica ufficializza la sera prima della prova che la gara di Varese sarà la sua ultima corsa in carriera. L’indomani il Mondiale parte e Bettini ha un sogno: vincere il suo terzo iride consecutivo e chiudere in maniera trionfale la sua fantastica carriera. L’Italia, però, oltre a Bettini può contare anche su altre punte, come Damiano Cunego ed Alessandro Ballan. A pochi chilometri dalla conclusione un gruppetto di tredici corridori ha un discreto vantaggio sul gruppo principale, vantaggio che dovrebbe consentire al drappello di testa di non essere più raggiunto. In testa ci sono ben tre italiani, Cunego, Ballan e Rebellin, ed a meno di tre chilometri dal traguardo Ballan effettua un scatto favoloso: si percepisce subito che questa può essere l’azione buona, l’azione che decide la corsa, anche perché l'attacco è violento ed il trevigiano ha caratteristiche che gli permettono di mantenere alte velocità per svariati chilometri. Ballan infatti non viene più raggiunto, vince in solitaria tagliando il traguardo dell’ippodromo di Varese a braccia alzate. Il trionfo Italiano è completato dal secondo posto di Cunego e dal quarto di Rebellin, nel mezzo il danese Breschel. Poco dopo arriva un Bettini raggiante, che dispensa saluti a tutti: non ha trionfato in prima persona, ma la gioia per il trionfo italiano in lui è tanta. Adesso per Bettini è giunto il momento di celebrare una carriera costellata da grandi soddisfazioni e successi, come i due Mondiali, l’Olimpiade di Atene e le innumerevoli classiche messe in bacheca.

La storia dei successi italiani al Mondiali è terminata. Adesso l'interrogativo che resta da porsi è quando un italiano trionferà di nuovo nella prova iridata e, quindi, quando si aggiungerà un altro capitolo a questo romanzo. I tifosi italiani si augurano che possa accadere già a Mendrisio domani. Chissà, solo poche ore e poi sapremo...


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