In sella lo ha corso nove volte, in tivù lo ha commentato tredici. Complessivamente per Davide Cassani (nella foto, fonte: www.startcommunication.net), ex corridore faentino classe 1961, si tratterà del 23° Tour de France da protagonista, in un modo o nell'altro. E sabato, per l'ennesima volta, la carovana gialla ripartirà in direzione Parigi, passando per pianure e monti, Alpi e Pirenei, così come tutta la macchina organizzativa della Rai, che vedrà l'ex ciclista al fianco di Auro Bulbarelli nelle ormai usuali vesti di commentatore tecnico. Pillole e verità, saggezza e passione lo contraddistinguono in un operato apprezzato da milioni di telespettatori, incollati ai teleschermi per seguire le gesta di chi suda e fatica sui pedali. Come alla vigilia del Giro d'Italia del Centenario, Cassani - che alla Grand Boucle ha vestito anche la caratteristica maglia a pois di miglior scalatore - si concede al nostro portale a ventiquattr'ore dalla partenza del giro transalpino.
Davide Cassani, il Tour è ai nastri di partenza. Cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime tre settimane di corsa?
"C'è tanta attesa, sulla strada sarà bagarre vera, perchè una vittoria alla corsa francese è certamente un gran bel biglietto da visita. Mi auguro si possano vivere momenti spettacolari, ma soprattutto che venga fuori una corsa incerta e tirata sino all'ultimo. Tutti gli ingredienti giusti ci sono, staremo a vedere chi riuscirà a venir fuori nella tappe decisive che, in quest'edizione, non sono affatto tante".
Infatti gli arrivi in salita si contano sulle dita d'una mano...
"Sulla carta non è un Tour durissimo. Un arrivo in salita sulle Alpi, ma soprattutto quello sui Pirenei della 7° tappa e sul Mont Ventoux alla penultima frazione. Potrebbe anche decidersi tutto lì, il giorno prima dell'arrivo a Parigi, e la sensazione è che bisognerà andar forte ovunque. Senza mai dimenticare le cronometro: una a squadre ed un paio individuali, fra cui quella di partenza a Montecarlo, dove già qualcosina la capiremo, visto che i 15 km non la rendono un semplice prologo. La corsa contro il tempo potrebbe non contare in maniera decisiva come al Giro d'Italia, ma certamente qualcuno darà il meglio proprio su quel terreno, cercando poi di difendersi quando la strada salirà".
I favoriti certamente non mancano, ma chi è l'indiziato numero uno?
"Partono con aspettative importanti i vari Sastre, Menchov, Schleck, Evans, ma una spanna sopra a tutti c'è Alberto Contador. E' in forma, ha dimostrato d'andar forte ovunque, anche se dovrà star ben attento a gestire il nervosismo di cui ha parlato Armstrong giorni fa. Fra il madrileno e il texano, inutile nasconderlo, non scorre buon sangue e in gara sarà cuorioso vedere come s'intenderanno visto che con le rispettive lingue proprio non si capiscono".
A proposito di Armstrong, ha addirittura dichiarato di voler puntare alla vittoria. Che peso si potrebbe dare alla sua candidatura?
"Molto dipende da come si evolverà il dualismo interno alla Astana con lo stesso Contador. Sarà un fattore cruciale, visto che la formazione kazaka è una corazzata a tutti gli effetti, potendo inoltre contare su Leipheimer e Kloden. Sono ansioso di vedere chi si prenderà la briga di tirare nei momenti opportuni.... Quanto ad Armstrong, certamente parte per arrivare davanti e, se possibile, addirittura per vincere. Personalmente non credo ci riuscirà, ma da uno come lui aspettiamoci di tutto. Al Giro ha chiuso in crescendo, ha perso chili e messo benzina nelle gambe, poi è andato a lavorare sodo in altura. E' in forma, fa ben sperare".
Nella carovana gialla spuntano 15 italiani, chi ha le chances maggiori di farsi notare?
"Per le tappe intermedie, occhi puntati sul fresco campione d'Italia Pozzato. In salita mi aspetto soprattutto i due Liquigas, Pellizzotti e Nibali. Il primo è reduce da un bel Giro, bisognerà verificare la sua preparazione e potrebbe puntare ad una vittoria di tappa, mentre il siciliano è chiamato a migliorarsi, a lottare costantemente per entrare almeno nella Top Ten. In volata, dove il "tiranno" sarà Cavendish, ci giocheremo le nostre carte con Bennati, che ha iniziato molto bene la stagione ma ha poi patito il guaio che gli ha fatto saltare il Giro, e Danilo Napolitano, il quale fin qui non ha fatto granchè".
Purtroppo, di recente, il ciclismo ha fatto rima con doping, anche se nell'ultimo anno e mezzo sono stati compiuti veramente dei passi che fanno ben sperare. Non credi?
"I passi avanti sono stati tanti, doparsi e barare è diventata impresa ardua per fortuna. Anche il passaporto biologico sta aiutando a trovare quello che prima non si trovava, mettendo a frutto anni di intenso lavoro in questa direzione. Nutro speranze, speriamo che questo Tour non deluda nemmeno in questo senso".